Progetti di ricerca e sviluppo per imprese verdi: istruzioni per l’uso

Con la circolare 8 marzo 2016, n. 21255, il ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti operativi per l’accesso ai fondi previsti dal bando “ricerca e sviluppo”

 Con la circolare 8 marzo 2016, n. 21255, il ministero dello Sviluppo economico ha fornito chiarimenti operativi per l’accesso ai fondi previsti dal bando “ricerca e sviluppo”

Con due distinti decreti datati 15 ottobre 2014, il ministero dello Sviluppo economico ha dato il via ad altrettanti bandi finalizzati alla valorizzazione di grandi progetti di ricerca e sviluppo: il primo è focalizzato sulle tecnologie dell’informazione e della comunicazione elettroniche, mentre il secondo riguarda la promozione di modelli di crescita imprenditoriale sostenibile, “verde” e più competitiva, basati sulla realizzazione (o il miglioramento) di nuovi prodotti, processi o servizi. 

In particolare, si tratta di progetti che ricorrono a sistemi di produzione ad alte prestazioni, efficienti ed ecocompatibili, trasporti su superficie e su via d’acqua, tecnologie energetiche, costruzioni eco-sostenibili, tecnologie per il rimedio e la protezione ambientale e per la gestione dell’ambiente naturale e del costruito.

Recentemente, lo stesso dicastero, nella circolare 8 marzo 2016, n. 21255, ha specificato le indicazioni operative su come presentare le domande di erogazione e i relativi moduli da utilizzare, le spese ammissibili, a quanto ammonta il contributo a carico delle singole imprese beneficiarie e come ottenere il rimborso del finanziamento agevolato.

Entrando nel dettaglio, i soggetti beneficiari sono le imprese artigiane e agro-industriali, i centri di ricerca e le start-up innovative.

Le spese ammissibili, che variano all’interno di un range compreso tra 5.000.000,00 e 40.000.000,00 €, riguardano: i costi relativi al personale, comprese le risorse con contratto a progetto o di somministrazione di lavoro o titolari di assegni di ricerca, ma con l’esclusione le risorse amministrative, contabili e commerciali; gli strumenti e le attrezzature di nuova fabbricazione, nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto di ricerca e sviluppo; i servizi di consulenza e altri servizi finalizzati all’attività del progetto di ricerca e sviluppo; le spese generali legate direttamente dal progetto di ricerca e sviluppo; i materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto. Su questo punto la circolare precisa che possono essere ammesse a rimborso spese sostenute anche per strumenti e attrezzature che, per caratteristiche di utilizzo, possano logorarsi o rompersi prima della fine del progetto, a patto che vi sia l’attestazione del responsabile tecnico del progetto stesso.

Le richieste di erogazione possono essere redatte e presentate unicamente in via telematica all’indirizzo https://fondocrescitasostenibile.mcc.it (è necessario registrarsi). Inoltre, qualora il soggetto richiedente necessiti di un’anticipazione, la fideiussione bancaria e/o la polizza assicurativa (il cui valore non dovrà superare il 30% del finanziamento agevolato concesso) andrà trasmessa anche in originale.

Sempre la circolare ricorda come i pagamenti dei titoli di spesa e del personale possano essere effettuati solo tramite bonifici bancari, ricevute bancarie o attraverso Sepa Credit Transfer. In ogni caso, non sono ammesse le spese relative a beni di importo inferiore a 500,00 euro.

In conclusione, la recente circolare 8 marzo 2016, n. 21255, è intervenuta opportunamente a chiarire l’ambito applicativo e procedurale del bando ministeriale, strumento fortemente incentivante anche nell’adozione di tecnologie a favore dell’ambiente, ma che prevede comunque una serie di controlli da parte del “Soggetto gestore” (ovvero il soggetto a cui sono affidati gli adempimenti tecnici ed amministrativi riguardanti l’istruttoria delle proposte progettuali, l’erogazione delle agevolazioni, l’esecuzione di monitoraggi, ispezioni e controlli), che, in caso di disconformità, può procedere alla revoca dei finanziamenti.

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