Gemellaggio Malaga-Fukushima, il Giappone importa un futuro più smart

Il governo giapponese intende riprodurre il progetto Malaga Smart City-Zem2all, iniziativa di risparmio energetico e mobilità sostenibile realizzato nel capoluogo andaluso, per favorire la ricostruzione di sei città coinvolte nel disastro nucleare di Fukushima del 2011.

Il governo giapponese intende riprodurre il progetto Malaga Smart City-Zem2all, iniziativa di risparmio energetico e mobilità sostenibile realizzato nel capoluogo andaluso, per favorire la ricostruzione di sei città coinvolte nel disastro nucleare di Fukushima del 2011.

Può un modello virtuoso diventare la chiave per lanciare la ricostruzione di un’area devastata? E, cambiando prospettiva, può un triplice disastro (terremoto, tsunami ed esplosione di un reattore nucleare) come quello di Fukushima del 2011 diventare l’opportunità per passare a modelli di vita più smart e approvvigionamenti energetici sostenibili? Secondo Takumi Nemoto, Ministro del Governo Giapponese responsabile per la ricostruzione, la risposta è sì.

Un incontro con il sindaco di Malaga, Francisco de la Torre, da parte di una delegazione formata dallo stesso Nemoto, dall’ambasciatore giapponese in Spagna Satoru Satoh e dal Presidente della NEDO (Organizzazione Giapponese per lo Sviluppo di Energia e Nuove Tecnologie Industriali) Kenji Kuratac ha convinto il Ministro giapponese a puntare sull’importazione delle linee guida del progetto “Malaga Smart City- Zem2all” nel territorio di Fukushima. A più di tre anni dalla tragedia, infatti, la ricostruzione procede a rilento, oscillando tra ritardi, polemiche e infiltrazioni criminali. La situazione, acuita dalle crescenti proteste del movimento anti-nucleare, pare aver indotto il governo a rivolgere la propria attenzione a modelli che possano garantire una rinascita dell’area a partire da futuristiche buone pratiche.

Gli ambiti che potrebbero riguardare l’accordo di collaborazione tra Malaga e Fukushima sono: efficienza energetica, smart mobility, generazione e distribuzione di energia da fonti rinnovabili, riduzione delle emissioni di CO2. Nello specifico, il progetto Zem2all (Zero Emissions Mobility To All), lanciato nei primi mesi del 2013, ha visto l’installazione di 229 punti di ricarica e la distribuzione di 200 veicoli elettrici ad altrettanti volontari desiderosi di aderire. Le stazioni di ricarica sono state localizzate in punti strategici della città, così come le 6 stazioni di ricarica V2G (vehicle to grid) che permettono alle auto di restituire l’elettricità alla rete.

Un esempio dell’avanguardistica efficienza del programma è fornito dalla possibilità di ricaricare il proprio veicolo, gratuitamente e in meno di mezz’ora, in parcheggi sotterranei realizzati sotto la stazione dei treni. Il metodo di ricarica si fonda su un sistema che sfrutta l’energia recuperata dalla frenata dei treni e una rete di distribuzione alimentata da pensiline fotovoltaiche installate in stazione.

Zem2All porta la firma di Endesa, azienda appartenente al Gruppo Enel e leader sul mercato dell’elettricità in Spagna e America Latina. Ma a dispetto della paternità spagnola, il progetto parla anche giapponese: lo testimoniano il contributo di Mitsubishi nel fornire le auto elettriche, una piattaforma di comunicazione a marchio Hitachi e il coordinamento, nel settore tecnologico, della sopracitata organizzazione nipponica NEDO.

Un vero e proprio gemellaggio intercontinentale, un’iniziativa pronta a essere riconvertita e dirottata su una Fukushima che ha fretta di rinascere.

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