Milano: seconda tappa del Roadshow “Comunicare la sostenibilità”

Si sono tenute venerdì 19 febbraio e martedì 1 marzo le prime due tappe di “Dialoghi sopra la sostenibilità”, il road show di presentazione del libro Comunicare la sostenibilità scritto da Maria Grazia Persico e Federico Rossi ed edito da Franco Angeli.

Si sono tenute venerdì 19 febbraio e martedì 1 marzo le prime due tappe di “Dialoghi sopra la sostenibilità”, il road show di presentazione del libro Comunicare la sostenibilità scritto da Maria Grazia Persico e Federico Rossi ed edito da Franco Angeli.

Le sale storiche dell’Unione del Commercio a Palazzo Bovara a Milano hanno fatto da cornice a un format che prima di tutto vuole essere momento di informazione, divulgazione e confronto su un tema che sta rappresentando un cambio radicale del modo di fare business delle imprese.
La tappa milanese è stata introdotta dall’overview sullo stato dell’arte delle normative sostenibili da Sara Brandimarti (TÜV Italia), focalizzandosi sulle case history aziendali prese in considerazione e accuratamente selezionate, in modo da poter rappresentare uno spaccato significativo del panorama aziendale italiano in termini di dimensione e di settore merceologico.
L’intento degli autori e organizzatori del Roadshow di Comunicare la sostenibilità è chiaro: dimostrare come il corretto approccio alla sostenibilità non è appannaggio di certi settori o delle aziende più grandi ma debba tagliare in modo trasversale tutto il tessuto economico coinvolgendo necessariamente tutti i settori e anche le aziende più piccole.
E proprio il dialogo con gli stakeholders rappresenta uno dei fondamenti della strategia di Asdomar noto brand di Generale Conserve.
La visione dell’azienda è chiara: la sostenibilità come elemento imprescindibile per la sopravvivenza del business, ovvero la salvaguardia dell’ecosistema ittico (tramite tecniche di pesca sostenibile) come elemento fondamentale per preservare la continuità nel tempo dell’approvvigionamento del prodotto.
Particolarmente interessante, inoltre, l’approccio alla gestione dei prodotti ittici che vengono sfruttati in tutta la loro interezza andando a creare sottoprodotti e realizzando così nuove opportunità di business.

Altro relatore che ha presentato la propria case history è Tetra Pak; il suo payoff: “Protegge la bontà”, sintetizza la promessa funzionale del prodotto (protezione dei prodotti e dei consumatori) con l’attenzione alla responsabilità sociale e al rispetto dell’ambiente.
In Tetra Pak si evidenzia come innovazione tecnologica e sostenibilità non siano più due elementi in antitesi; infatti, proprio dall’innovazione e dal continuo miglioramento dell’efficienza dei processi passa il raggiungimento degli obiettivi di riduzione degli impatti ambientali (confezioni certificate FSC®, utilizzo di polimeri da fonte vegetale, riduzione dell’impatto sul clima, incremento della raccolta differenziata e riciclo delle confezioni).
Per quanto riguarda l’innovazione tecnologica, il progetto Draught Master™ di Carlsberg sancisce in toto la proposta di sostenibilità di quest’ultimo. Un progetto che nasce nel settore HoReCa per mettere al centro una nuova modalità sostenibile di spillatura della birra ma che non vuole restare chiuso nell’ambito professionale aprendosi anche al cliente finale.
L’orientamento di Carlsberg è chiaro: la sostenibilità deve essere alla portata di tutti, ovvero incrementare la consapevolezza e la cultura della sostenibilità ambientale.
Obiettivo perseguibile solo con una comunicazione che sappia tradurre gli aspetti tecnici tipici di questi ambiti in un linguaggio fruibile dai più diversi stakeholders.

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